INTRO DENIRO

Ha animato il party del This Is Not lo scorso 9IMG 1481 preview dicembre richiamando l’interesse di molti fan della techno: lui è Deniro ed è uno dei Dj più promettenti in Olanda riguardo a questo genere musicale.

Si tratta di uno dei principali fautori della Tape Records ed è stato notato da molti artisti come Nina Kraviz: Deniro ha infatti da poco realizzato un doppio vinile 12’’ che verrà pubblicato proprio sulla Trip di Nina.

Il This Is Not Party ha avuto l’onore di accoglierlo per la sua primissima performance italiana. Il suo vero nome è Reynier Hooft van Huijsduijnen; le sue produzioni piacciono al pubblico e agli addetti ai lavori: molti colleghi si sono interessati al suo lavoro come Hunee, ROD, Steve Rachmad. Artista appassionato di attrezzature e sonorità vintage, è un cultore della celebre techno di Detroit. In questa intervista ci ha raccontato molte curiosità di se stesso e della sua carriera in costante ascesa.

  • Ciao e grazie per essere venuto al This Is Not Party. Conoscevi già la nostra realtà?

“A dire il vero non conoscevo ancora il vostro mondo e non avevo nemmeno mai suonato in Italia, quindi ero davvero eccitato all’idea ed è stata davvero una grande serata. Ho visto solo visi felici e un pubblico con la voglia di ballare fino alla fine”.

  • Sappiamo che ami il vintage. Quali sono le tue vecchie strumentazioni preferite e quali sono i vantaggi di suonare con attrezzature vintage rispetto a quelle contemporanee?

“Non posso vivere senza la mia Roland TR-909 e TR-808. Forse oggi è un’attrezzatura un po’ costosa ma l’ho comprata alcuni anni fa quando era più a buon mercato. Uso anche sh-101 in quasi ogni traccia. Fare delle bass-lines con questa strumentazione è super-facile. Se si fa un confronto fra TR-808 e il nuovo TR-8 a TR-808 suona meglio o comunque in modo diverso. Ma se guardi i prezzi dei vecchi 808s and 909s posso capire facilmente perché la gente si orienti sulle cose nuove”.

  • Quali aspetti positivi trovi invece nel mondo digitale?

“Mi piace usare Ableton come il mio midi sequencer e registrare le mie tracce audio. Qualche volta lo uso anche per gli effetti di delay e come filtro utilizzo molto il plugin The Drop”.

  • Parliamo del tuo rapporto con l’Italia in generale: cosa ti piace della nostra nazione (oltre alla musica) e se ci sono alcuni artisti italiani che ascolti?

“La mia prima volta in Italia è stata l’estate scorsa. Sono andato a Roma per una settimana e mi divertivo a chiamare “bambinos” tutti I bimbi che incontravo come credo facciano tutti i turisti. La città è bellissima ma era davvero troppo calda, così alla fine ho preso un treno per la spiaggia e non ho visto molto della città. Donato Dozzy è una leggenda vivente sia come dj che come produttore e suono anche vecchie tracce di Marco Carola come quelle della sua label “Question” o di “The 1000 Collection”.

  • E, in generale, quali sono i tuoi artisti techno preferiti?

“Per la techno sicuramente Nina Kraviz. Non mi piacciono molti altri Djs techno. Preferisco quelli che fanno house. Per me molti Djs di oggi suonano tracce troppo monotone della nuova scuola techno. Poi la chiamano “deep techno” ma è solo roba noiosa. Nina è l’opposto: mi sorprende sempre con tracce “bomba” dimenticate o sound pazzamente nuovi. Mi piacciono molto anche Shanti Celeste e Joey Anderson. E, certamente, Stingray! Per quanto riguarda la produzione mi piacciono gli artisti islandesi come Ohm & e Octal industries. Compro tutto su Discogs, perciò si tratta di musica un po’ vecchia che cerco di mixare con quella nuova. Amo la house/techno anni Novanta fatta con i vecchi campionatori e synths”.

  • Com’è la situazione ad Amsterdam? C’è qualche party o posto che consigli?

“Amsterdam è una grande città per uscire. Ci puoi trovare un sacco di bei clubs. I migliori per la techno sono sicuramente Shelter, The School e Radion ma tutti dovrebbero andare al Dekmantel Festival. Direi che è il migliore, anche se non ho controllato tutti gli altri”.

  • Quali sono le skills più importanti di un Dj al giorno d’oggi?

“Per un Dj tutto si gioca sul mettere I dischi giusti al momento giusto. Personalmente mi piace davvero quando un Dj suona anche con i vinili. Non mi piacciono i sets perfettamente mixati. Voglio sentire che un Dj sta davvero lavorando. Se suoni deep techno come Dozzi è un po’ più importante mixare forte rispetto a quando stai mixando techno-house”.

  • Che cosa vuoi trasmettere con la tua musica?

“Cerco sempre di creare un feeling. Preferisco fare tracce che siano belle da ascoltare e non solo destinate ai DJ-sets, sebbene la maggior parte delle tracce sul mio ultimo EP per Trip siano più per un Dj."

  • Che cosa ci dici dei tuoi nuovi progetti?

“Il mio prossimo EP su Trip sarà pubblicato probabilmente a marzo e intanto sto lavorando a un remix per Indigo Area. Inoltre voglio dare nuova vita alla mia label Tape Records quest’anno con alcuni EP”.

Vesna Zujovic

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